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Come ho tolto una macchia di inchiostro dal copriletto con un metodo casalingo

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Qualche giorno fa stavo scrivendo sul letto , come faccio spesso. Avevo accanto i miei trattopen , sparsi tra il quaderno e il copriletto. Quando scrivo mi capita di usarne più di uno e di lasciarli lì senza pensarci troppo. A un certo punto ho alzato lo sguardo e l’ho vista. Una macchia di inchiostro sul copriletto E non una macchiolina qualsiasi: una macchia ben visibile. Per un attimo mi è preso un colpo. Il primo pensiero è stato immediato: “Ecco, l’ho rovinato”. Per qualche giorno ho rimandato. Continuavo a guardarla pensando che forse avrei dovuto portarlo in tintoria. Poi mi è tornato in mente qualcosa: mia suocera. Ricordo che aveva avuto un problema analogo che aveva risolto con un metodo casalingo. Così ho deciso di fare un tentativo. Con un po’ di pazienza e qualche passaggio che ho fatto con calma, alla fine la macchia è sparita. In questo articolo ti racconto cosa ho fatto, passo dopo passo. Prima di tutto ho preparato la zona da trattare. Ho messo diversi pezzi di scott...

Tutto può cambiare in un attimo.

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  Basta un attimo. Un messaggio. Una telefonata. Un incontro. Una notizia. La vita non avvisa. Non manda promemoria. Cambia. E quando cambia, lo fa senza chiedere il permesso. Viviamo con l’illusione della stabilità: programmiamo, organizziamo, immaginiamo il domani come una linea retta. Ma la realtà è fatta di curve improvvise. Un po’ come il clima. Negli ultimi anni abbiamo visto eventi estremi sempre più frequenti: ondate di calore improvvise, piogge torrenziali, stagioni che non sembrano più stagioni. Tutto questo ci dice che stiamo entrando in una fase di instabilità crescente. E forse è proprio questa parola che ci riguarda da vicino: instabilità. Non solo ambientale. Esistenziale. L’imprevedibilità non è l’eccezione. È la regola che fingiamo di non vedere. Scrivere nasce lì, per me. Nel punto esatto in cui la realtà devia. Nel momento in cui ciò che credevi stabile mostra una crepa. La scrittura è un modo per fermare quell’istante e osservarlo, prima che diventi pass...

Un intreccio di cuori

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  Una dolorosa vicenda di intrecci, di destini che si sfiorano e si spezzano nello stesso istante. Da una parte, un bambino che chiude gli occhi per sempre, e con lui si spegne un mondo intero. Eppure, nel gesto immenso della donazione, il suo cuore continua a battere, come un’eredità d’amore che attraversa il buio e diventa speranza per un altro piccolo. Un filo invisibile unisce due famiglie, due storie, due respiri. Dall’altra parte, però, si consuma un’altra agonia. Un bambino che aveva ricevuto quella possibilità di vita ora è destinato ad andarsene perché quel cuore, affidato a mani che avrebbero dovuto proteggerlo, è stato irrimediabilmente danneggiato. Non dal destino, non dalla malattia, ma dall’errore, dall’incompetenza, dalla leggerezza che non dovrebbe mai sfiorare ciò che è così fragile e sacro. È una tragedia nella tragedia. Un dolore indicibile, che non trova parole abbastanza grandi per essere raccontato. Un dolore che graffia, che toglie il fiato, che lascia un vuo...

Avete capito perché si parla di Pucci??

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Quando si vuole semplificare l’agenda politica, si parla di un Pucci: è più facile che affrontare problemi seri. Si crea rumore per distrarre. Sento tante persone lamentarsi dell'attuale esecutivo e che si chiedono: come si può fare per mandarli a casa? Da semplice osservatrice credo che questo governo sia difficile da scardinare: dietro ci sono interessi nazionali e internazionali importanti. Nel frattempo, mentte loro si fanno i fatti propri, noi italiani continuiamo a litigare tra poveri, polizia e manifestanti — come a Torino — mentre i politici restano seduti comodamente nelle loro poltrone. La violenza è inaccettabile, da qualsiasi parte arrivi e alla fine della fiera chi ne fa le spese è sempre il popolo, che si tratti di poliziotti o di manifestanti. Quando ha vinto la destra, non mi sono stupita: non c’era un’alternativa credibile. Seguo politici come il belga Marc Botenga , euro deputato: alzar la voce, farsi sentire, sarebbe importante anche per l'Italia e in Italia....

Ornella Vanoni: eterniterà

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Ieri sera, su La7 è andata in onda Una giornata particolare, con un' intervista molto bella: Aldo Cazzullo che dialoga con Ornella Vanoni in quella che è la sua ultima testimonianza, registrata solo un mese fa. Un incontro raro, quasi un regalo inatteso. Vi invito con il cuore a recuperarla e a guardarla: è qualcosa che rimane dentro. C’è la sua vita intera, che scorre come un fiume: la famiglia, le prime luci del palcoscenico, il successo, il denaro, le grandi amicizie, la sua Milano .  E poi la politica di un tempo, quella della Prima Repubblica , con figure vere, piene, che oggi sembrano lontane anni luce. È una lunga confidenza, sincera fino a essere disarmante. A tratti dolce come una carezza, a tratti pungente come un ricordo che fa male. Vanoni parla del suo cambiamento interiore, di quell’evoluzione lenta che solo gli anni sanno dare. E ascoltarla è un piacere profondo: una voce che scalda, ma che ogni tanto lascia un piccolo nodo in gola, evocando un passato che era mig...