Basta un attimo.
Un messaggio.
Una telefonata.
Un incontro.
Una notizia.
La vita non avvisa. Non manda promemoria.
Cambia.
E quando cambia, lo fa senza chiedere il permesso.
Viviamo con l’illusione della stabilità: programmiamo, organizziamo, immaginiamo il domani come una linea retta.
Ma la realtà è fatta di curve improvvise.
Un po’ come il clima.
Negli ultimi anni abbiamo visto eventi estremi sempre più frequenti: ondate di calore improvvise, piogge torrenziali, stagioni che non sembrano più stagioni. Tutto questo ci dice che stiamo entrando in una fase di instabilità crescente.
E forse è proprio questa parola che ci riguarda da vicino: instabilità.
Non solo ambientale.
Esistenziale.
L’imprevedibilità non è l’eccezione.
È la regola che fingiamo di non vedere.
Scrivere nasce lì, per me.
Nel punto esatto in cui la realtà devia.
Nel momento in cui ciò che credevi stabile
mostra una crepa.
La scrittura è un modo per fermare quell’istante
e osservarlo, prima che diventi passato.
Per chiedersi: cosa sta davvero cambiando?
Non sempre il cambiamento è fuori.
A volte è una decisione silenziosa.
Un pensiero che non riesci più a ignorare.
Una verità che bussa piano.
E forse la parte più interessante non è l’evento.
È la trasformazione invisibile che ne segue.
Ti lascio un piccolo esercizio.
Ripensa a un momento della tua vita che,
all’epoca, sembrava insignificante.
Un dettaglio qualsiasi.
Ora chiediti:
Se quell’attimo non fosse accaduto,
chi saresti , oggi?
Non rispondere di fretta.
Scrivilo. Anche solo per te.
A volte la nostra storia cambia molto prima
che ce ne rendiamo conto.
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