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Semplicemente, solo Chiara

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Oggi, a 19 anni dalla sua morte, vorrei ricordare semplicemente Chiara Poggi. Una ragazza di 26 anni, giovane, bella, con una vita davanti. Aveva iniziato a lavorare, aveva sogni, progetti, desideri, come ogni giovane donna. In questi ultimi mesi si è parlato tantissimo di tutto ciò che riguarda la sua morte. Eppure, paradossalmente, ho la sensazione che Chiara sia stata quasi dimenticata. È diventata un caso, una vicenda, uno schierarsi da una parte o dall’altra. E nel rumore di tutto questo, sembra essersi persa la cosa più importante: lei era una persona. Una giovane donna che aveva il diritto di vivere la sua vita e che qualcuno ha ucciso barbaramente, nella sua stessa casa, dove avrebbe dovuto essere al sicuro. Da donna e da mamma di due giovani donne, la porto nel cuore. E penso a quella ragazza, alla paura che deve aver provato, soprattutto quando ha capito di essere sola e che nessuno sarebbe arrivato a salvarla. Oggi non voglio parlare di altro. Voglio ricordare Chiara. E se a...

La verità si nasconde nell'ombra.

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Nuovi rumors tornano ad alimentare il caso Garlasco.  Secondo un'indiscrezione ancora priva di conferme ufficiali - dobbiamo attendere il 28 settembre - oltre ad Andrea Sempio potrebbe esserci un'altra persona finita sotto la lente degli investigatori. Al momento non è chiaro se l'eventuale posizione riguardi un'ipotesi di favoreggiamento oppure un coinvolgimento più diretto nel delitto. Al momento, né la Procura né gli inquirenti hanno rilasciato comunicazioni ufficiali su questa possibile novità.  Se dovesse trovare riscontro, si tratterebbe di uno sviluppo potenzialmente rilevante in un'inchiesta che, a distanza di anni dall'omicidio di Chiara Poggi, continua a far discutere e a riservare possibili colpi di scena. Si resta quindi in attesa di eventuali sviluppi ufficiali che possano confermare o smentire le informazioni circolate nelle ultime ore.

Garlasco "C'è un Sistema "

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Garlasco, ancora minacce di morte alla giornalista Rita Cavallaro: «C'è un Sistema» ROMA – Continuano le minacce di morte nei confronti della giornalista Rita Cavallaro. A denunciarlo è stata la stessa cronista ieri sera, nel corso della trasmissione Filo Rosso, sottolineando la gravità della situazione: «Non mi sono mai trovata in una condizione simile, nemmeno quando mi sono occupata di mafia». ​Secondo quanto emerso durante il programma, dietro al caso del delitto di Garlasco si muoverebbe un vero e proprio "Sistema". Quello subito da Cavallaro non sarebbe infatti un episodio isolato: nell'ambito delle indagini e dei successivi approfondimenti sul caso, diverse altre persone sarebbero state destinatarie di pressioni e pesanti intimidazioni. ​I fatti, ritenuti di estrema gravità, sono già stati formalmente denunciati alle autorità e alle sedi competenti per i necessari accertamenti.

Garlasco: Chiara e il rumore.

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Chiara e il rumore Ci sono storie che non ci lasciano mai davvero. Per me, quella di Chiara Poggi è una di queste. Mi capita spesso di pensare a lei. Non al caso giudiziario, non alle infinite discussioni televisive, non alle ricostruzioni e alle polemiche. Penso a Chiara . A una ragazza di ventisei anni. Alla paura che deve aver provato. Al dolore. A quell'istante terribile in cui forse ha capito che non avrebbe avuto scampo. Da madre di due giovani donne, questo pensiero mi attraversa come una lama. E ogni volta fa male. Sono passati quasi vent'anni da quel 13 agosto 2007 e ancora oggi sento che questa vicenda non ha smesso di interrogare le nostre coscienze. Negli ultimi mesi l'attenzione mediatica si è intensificata ancora. Anche chi, come me, aveva smesso da tempo di seguire la cronaca nera, si è ritrovato a guardare di nuovo verso Garlasco. Eppure devo essere sincera: anche io seguo il caso. Anche io leggo articoli, ascolto interviste, cerco di comprendere gli svilu...

Tutti noi possiamo scrivere. Ma alcune storie, come Garlasco, pesano di più.

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Tutti possono scrivere. Basta avere qualcosa da raccontare e la voglia di metterlo su carta. La scrittura, in fondo, è uno strumento accessibile, quasi quotidiano. Ma non tutte le storie si affrontano allo stesso modo. Quando si entra nel territorio della cronaca nera e del true crime, la scrittura cambia peso.  Non è più solo racconto: diventa ricostruzione, attenzione alle fonti, equilibrio tra fatti e interpretazione. Ed è proprio in questo spazio che si muovono alcuni dei testi più delicati da costruire. Scrivere tra generi e realtà Ogni forma di scrittura appartiene a un genere: narrativa, saggio, giornalismo, biografia. Ognuno con le sue regole, i suoi strumenti, il suo modo di raccontare la realtà. Tra questi, la narrazione d’inchiesta — oggi spesso definita anche true crime — occupa uno spazio particolare: racconta fatti reali, ma li organizza come una storia, cercando un filo logico dentro eventi complessi e spesso controversi. Il caso Garlasco e il libro di Zanella In que...

Garlasco, esplode il caso degli audio.

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Audio depositati in Procura. Dichiarazioni pesanti. Dubbi che si moltiplicano. La vicenda torna a infiammarsi, e lo fa con contorni sempre più opachi, quasi da romanzo giudiziario. Al centro, ancora una volta, il caso Garlasco: un delitto che, a distanza di anni, continua a generare nuove piste, nuove tensioni e, soprattutto, nuove domande. Negli ultimi giorni, l’attenzione si è concentrata su un esposto depositato presso la Procura della Repubblica di Milano. Un documento delicato, accompagnato da file audio che – secondo quanto trapela – metterebbero in discussione il comportamento del giornalista Alessandro De Giuseppe e quello dell’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi. Nelle registrazioni si intravedrebbe un tentativo di orientare, mediaticamente, la ricostruzione dei fatti in una direzione favorevole ad Alberto Stasi. Un’accusa pesante, che tuttavia si inserisce in un contesto già estremamente complesso. Perché, parallelamente, cresce la convinzione – sostenuta dall...

Freddie Mercury, la mia suoneria, e tutto quello che sono davvero.

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  Ho buon gusto quando si parla di musica.  E non è una cosa da poco 😀  Ho scelto I want to break free, dei Queen,  come suoneria del mio cellulare perché, in qualche modo, mi rappresenta: non sono una donna che ama sentirsi limitata. Ho una personalità forte, a tratti ribelle, ma anche sensibile e profondamente espressiva. Sono una persona curiosa — anche se a volte la curiosità viene scambiata per invadenza (e non mi piace molto questa lettura, perché l'invadenza è un qualcosa di eccessivo che non mi appartiene). Amo esprimermi, soprattutto attraverso la scrittura, e sono aperta mentalmente, nel limite della legalità 😉 Con il tempo mi sono scoperta meno moralista, e questa è una parte di me che oggi apprezzo molto. Cerco di restare autentica, anche se ho capito che la schiettezza non sempre è comoda per gli altri. Ho tanti difetti : sono una ritardataria cronica 😅 (credo sia uno dei miei peggiori... ci provo , giuro, ma non riesco).  Non so fare tanti...