Garlasco: il Testimone.
Stamattina ho ascoltato un video del Dottor Pasquale Bacco in cui annunciava un possibile sviluppo molto importante nel caso delitto di Garlasco.
Secondo quanto riportato da Bacco, la Procura di Pavia avrebbe deciso di ascoltare Alessandro Biasibetti, all’epoca dei fatti amico di Marco Poggi, con cui si trovava in vacanza proprio nei giorni intorno al 13 agosto 2007.
Biasibetti, oggi frate domenicano, avrebbe parlato di quel periodo, delle frequentazioni e di altri dettagli potenzialmente rilevanti. Una testimonianza che potrebbe rivelarsi fondamentale.
Naturalmente prendo con le pinze questa nuova notizia, anche perché ogni giorno trapelano indiscrezioni, spesso errate. Ma non solo. Ci siamo anche ritrovati davanti ad una situazione insolita: il mistero degli “audio spariti”, almeno secondo Roberta Bruzzone. La criminologa ha infatti parlato di un possibile nuovo movente individuabile in alcuni messaggi vocali (in suo possesso) che non sarebbero mai stati depositati in Procura, mentre, a suo dire, questo passaggio era stato da lei effettuato. Oggi la Bruzzone si è detta pronta a farlo e ha anche definito il ruolo di Andrea Sempio, al momento, solo “collaterale, periferico: ci sono altri”, ha concluso.
Sempre questa mattina, il RACIS ha consegnato ai magistrati una consulenza riguardante Andrea Sempio. Un ulteriore elemento che si aggiunge a un quadro già complesso e che potrebbe avvicinare a una possibile svolta.
Mi auguro davvero che questo testimone, se davvero ascoltato , abbia fornito informazioni utili su quel tragico giorno di agosto a Garlasco.
Ho sempre pensato che Alberto Stasi fosse innocente e che la sentenza di colpevolezza della Corte di Cassazione non fosse corretta.
Mi sono spesso chiesta perché le indagini si siano concentrate esclusivamente su di lui, senza esplorare in modo più approfondito piste alternative.
Oggi, più che mai, emergono domande inevitabili: Perché proprio lui? Perché solo lui?
La revisione del processo è necessaria, gli errori commessi nella prima indagine sono davvero troppi e quindi è giusto verificare se quella stabilita dalla sentenza sia davvero la verità.
Viene il sospetto che sia stata individuata, in Stasi , la persona “giusta” da indicare come colpevole di quella situazione.
Personalmente, ho l’impressione che la ricerca della verità sia rimasta soprattutto nelle mani delle persone comuni: di chi ritiene che, in questa vicenda, il principio dell’“oltre ogni ragionevole dubbio” non sia stato pienamente rispettato.
Con la consegna di quella relazione del RACIS su Sempio, la Procura dispone ora di un ulteriore tassello, che si aggiunge alle analisi già effettuate da altri consulenti importanti come quelle della Professoressa Cattaneo.
Nutro piena fiducia negli avvocati di Stasi, Boccellari e De Rensis, che considero due professionisti seri e di grande valore. Hanno avuto un ruolo determinante nella riapertura delle indagini sul caso, grazie a nuove consulenze tecniche da loro depositate, incentrate su tracce biologiche e analisi avanzate precedentemente non adeguatamente valorizzate.
Resta la speranza che questa nuova inchiesta possa portare, finalmente, a una conclusione cristallina e definitiva.
Chiara Poggi merita di avere giustizia.





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