Post

Visualizzazione dei post da febbraio, 2026

Tutto può cambiare in un attimo.

Immagine
  Basta un attimo. Un messaggio. Una telefonata. Un incontro. Una notizia. La vita non avvisa. Non manda promemoria. Cambia. E quando cambia, lo fa senza chiedere il permesso. Viviamo con l’illusione della stabilità: programmiamo, organizziamo, immaginiamo il domani come una linea retta. Ma la realtà è fatta di curve improvvise. Un po’ come il clima. Negli ultimi anni abbiamo visto eventi estremi sempre più frequenti: ondate di calore improvvise, piogge torrenziali, stagioni che non sembrano più stagioni. Tutto questo ci dice che stiamo entrando in una fase di instabilità crescente. E forse è proprio questa parola che ci riguarda da vicino: instabilità. Non solo ambientale. Esistenziale. L’imprevedibilità non è l’eccezione. È la regola che fingiamo di non vedere. Scrivere nasce lì, per me. Nel punto esatto in cui la realtà devia. Nel momento in cui ciò che credevi stabile mostra una crepa. La scrittura è un modo per fermare quell’istante e osservarlo, prima che diventi pass...

Un intreccio di cuori

Immagine
  Una dolorosa vicenda di intrecci, di destini che si sfiorano e si spezzano nello stesso istante. Da una parte, un bambino che chiude gli occhi per sempre, e con lui si spegne un mondo intero. Eppure, nel gesto immenso della donazione, il suo cuore continua a battere, come un’eredità d’amore che attraversa il buio e diventa speranza per un altro piccolo. Un filo invisibile unisce due famiglie, due storie, due respiri. Dall’altra parte, però, si consuma un’altra agonia. Un bambino che aveva ricevuto quella possibilità di vita ora è destinato ad andarsene perché quel cuore, affidato a mani che avrebbero dovuto proteggerlo, è stato irrimediabilmente danneggiato. Non dal destino, non dalla malattia, ma dall’errore, dall’incompetenza, dalla leggerezza che non dovrebbe mai sfiorare ciò che è così fragile e sacro. È una tragedia nella tragedia. Un dolore indicibile, che non trova parole abbastanza grandi per essere raccontato. Un dolore che graffia, che toglie il fiato, che lascia un vuo...

Avete capito perché si parla di Pucci??

Immagine
Quando si vuole semplificare l’agenda politica, si parla di un Pucci: è più facile che affrontare problemi seri. Si crea rumore per distrarre. Sento tante persone lamentarsi dell'attuale esecutivo e che si chiedono: come si può fare per mandarli a casa? Da semplice osservatrice credo che questo governo sia difficile da scardinare: dietro ci sono interessi nazionali e internazionali importanti. Nel frattempo, mentte loro si fanno i fatti propri, noi italiani continuiamo a litigare tra poveri, polizia e manifestanti — come a Torino — mentre i politici restano seduti comodamente nelle loro poltrone. La violenza è inaccettabile, da qualsiasi parte arrivi e alla fine della fiera chi ne fa le spese è sempre il popolo, che si tratti di poliziotti o di manifestanti. Quando ha vinto la destra, non mi sono stupita: non c’era un’alternativa credibile. Seguo politici come il belga Marc Botenga , euro deputato: alzar la voce, farsi sentire, sarebbe importante anche per l'Italia e in Italia....